La storia di una vendetta al femminile che, fra balzi narrativi e stilistici non sempre convincenti, trova la propria cifra in un colorato immaginario pop.
Emerald Fennell · 2020
IL MIO VOTO
★★★☆☆ 3/5

Thriller drammatico · USA, Regno Unito · 2020 · 113 min · Carey Mulligan, Bo Burnham, Alison Brie, Laverne Cox
PERCHÉ VEDERE IL FILM
Un thriller drammatico che affronta l’amaro tema della violenza sulle donne e il modo in cui questa può essere assorbita, mascherata, digerita e infine dimenticata non soltanto dai colpevoli, ma anche da chi ha visto, taciuto o preferito non sapere.
Un rape-and-revenge che cerca un’estetica originale e mette al centro una donna assetata di vendetta, mescolando thriller, dark comedy e un gusto pop volutamente eccessivo.
SINOSSI
Cassie, ex studentessa di medicina, finge vulnerabilità e ubriachezza per spingere uomini apparentemente premurosi a rivelare le loro reali intenzioni, per poi ribaltare la situazione e metterli di fronte al proprio comportamento.
La sua ossessione la conduce sempre più vicino a situazioni pericolose, fino a un epilogo che chiarisce definitivamente le ragioni profonde della sua vendetta.
IL MIO SGUARDO
L’incipit presenta una donna che sembra trarre una sorta di soddisfazione nel rifarsi sui maschi adescati in un locale: finge di essere ubriaca, li lascia avanzare e aspetta che rivelino le loro vere intenzioni.
L’inizio rimanda per atmosfera ad alcuni territori di Uomini che odiano le donne, per poi prendere una direzione tutta propria.
Con lo snodarsi della storia diventano più chiare le motivazioni che spingono Cassie a mettere continuamente alla prova gli uomini e a cercare una forma di rivalsa. La sua vendetta, però, non appare mai davvero liberatoria: è un meccanismo che la tiene legata al trauma e che finisce per invadere ogni possibilità di vita normale.
La mano registica non sempre tiene insieme tutto con la stessa sicurezza e qualche passaggio lascia più di una perplessità. Il film, però, resta godibile e il miscuglio di generi — revenge movie, dark comedy e thriller — sostiene la visione fino alla fine.
A dare identità all’insieme è soprattutto lo stile grottesco e pop che avvolge Cassie: colori accesi, abiti, ambienti e musica costruiscono un mondo quasi giocoso che stride continuamente con la violenza del tema.
IL REGISTA E I PROTAGONISTI
Emerald Fennell firma regia e sceneggiatura ed è al suo esordio nel lungometraggio. In alcuni passaggi la costruzione cinematografica mostra qualche incertezza, mentre molto più solida appare la scrittura, premiata con l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale.
Carey Mulligan, già ammirata in molti film — uno fra tutti An Education — è perfetta nel ruolo di Cassie, vendicatrice solitaria e figura insieme fragile e minacciosa. Indossa con naturalezza anche lo stile eccessivo e colorato del personaggio, senza perdere mai la zona più oscura che lo attraversa.

QUEL CHE RESTA
Nessun regolamento di conti, nemmeno quello declinato al femminile, può cancellare il trauma provocato da uno stupro di gruppo.
Cassie non riesce a trovare un equilibrio fra la volontà di rivalsa e il desiderio di una vita sentimentale normale. Nel film, il danno appare profondo e persistente, tanto da insinuarsi in ogni scelta e in ogni possibilità di futuro.
E resta soprattutto una domanda: quanto dolore continua a navigare nelle vene di chi è stato vittima di una violenza che gli altri hanno preferito dimenticare?