La straordinaria storia vera di Yossi Ghinsberg che, nel 1981, si avventurò nella giungla boliviana sulle tracce di territori inesplorati e popolazioni indigene ancora lontane dal contatto con la cultura occidentale.
Greg McLean · 2017
IL MIO VOTO
★★★☆☆ 3,1/5

Avventura drammatica · Australia, Colombia · 2017 · 115 min · Daniel Radcliffe, Alex Russell, Thomas Kretschmann, Joel Jackson
PERCHÉ VEDERE IL FILM
Un film biografico sulla sopravvivenza, in cui il protagonista è costretto a misurarsi con la propria forza, con la paura e con i propri limiti.
Un racconto di avventura sostenuto anche da scenari naturali spettacolari, girati nella giungla colombiana e australiana, che trasformano la foresta tropicale da semplice ambientazione in una presenza fisica e minacciosa.
SINOSSI
Il desiderio di conoscere terre inesplorate e incontrare popolazioni indigene spinge Yossi a convincere l’amico Marcus Stamm, insegnante svizzero, e Kevin Gale, fotografo americano, a penetrare nella giungla amazzonica.
I tre decidono di affidarsi a Karl Ruprechter, sedicente geologo ed esploratore. Il viaggio si rivelerà molto più insidioso del previsto e la guida scelta assai meno affidabile di quanto sembrasse.
IL MIO SGUARDO
Jungle è un film sulla bramosia di esplorazione insita nell’animo umano, quella spinta che ha portato molte persone oltre i confini conosciuti affidandosi, a volte, a mezzi e convinzioni destinati a rivelarsi inadeguati.
Ma è anche una storia sulla capacità di resistere. L’istinto di sopravvivenza e la forza di volontà possono permettere di reggere alle peggiori avversità; allo stesso tempo, la lealtà e l’amicizia possono diventare la strada concreta verso la salvezza.
È questo il cuore di Jungle: una storia incredibilmente vera che sorprende e affascina proprio perché mette il comportamento umano davanti a condizioni estreme. Da una parte c’è Yossi, solo in un territorio ostile, aggressivo e sconosciuto; dall’altra l’amico che continua ostinatamente a credere che sia vivo e organizza nuove ricerche quando ormai tutto sembra suggerire il contrario.
Per tre lunghe settimane Yossi affronta una lotta estrema contro la fame, la paura e l’isolamento, dentro un ambiente che sembra volerlo lentamente fagocitare, dopo averlo indebolito nel corpo e nella mente.
Il film è tratto dal racconto autobiografico di Yossi Ghinsberg, che ha trasformato quell’esperienza del 1981 in un libro dedicato alla propria avventura e sopravvivenza nella giungla boliviana. Il testo è stato pubblicato originariamente con il titolo Back from Tuichi: The Harrowing Life-and-Death Story of Survival in the Amazon Rainforest e successivamente riproposto come Jungle: A Harrowing True Story of Survival in the Amazon.
Sullo sfondo rimane la condizione delle popolazioni indigene e il rapporto, spesso violento e predatorio, fra chi arriva dall’esterno e territori abitati da culture che per secoli hanno subito conquista, sfruttamento e progressiva perdita dei propri spazi, una questione oggi ancora dolorosamente attuale.
IL REGISTA E I PROTAGONISTI
Greg McLean punta soprattutto sulla potenza degli scenari naturali e sulla capacità dell’attore protagonista di sostenere fisicamente e psicologicamente la tensione del racconto.
Daniel Radcliffe è convincente nel ruolo di Yossi, viaggiatore idealista e sognatore che si ritrova catapultato in una condizione estrema di isolamento e sopravvivenza.
Nei ruoli interpretati dopo Harry Potter ho spesso avuto l’impressione che Radcliffe cercasse, comprensibilmente, di allontanarsi il più possibile dal personaggio che gli ha dato una fama immensa. Qui, invece, mi sembra finalmente più libero e a suo agio.
E c’è persino un curioso cortocircuito visivo: nella scena del salvataggio, con il volto gonfio e tumefatto, mi è tornato alla mente Harry in I doni della morte, quando Hermione ne altera i lineamenti per proteggerlo. Forse siamo arrivati alla fase dell’accettazione e della rielaborazione.
QUEL CHE RESTA
Resta il fascino dell’avventura e dell’inesplorato, quella spinta potente che continua a esercitare attrazione anche quando sappiamo quanto possa essere pericolosa.
Resta il coraggio di resistere in una situazione estrema, lontanissima dal nostro modo quotidiano di vivere eppure temporalmente così vicina: siamo nel 1981, non in un’epoca remota.
Yossi sopravvive a una giungla impenetrabile e ostile; il suo amico, contro ogni previsione, continua a credere che sia vivo e non smette di cercarlo.
Nel nostro contemporaneo modo di vivere e di essere, tutto questo appare ancora, semplicemente, straordinario.