dopo il film.

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LA CENA DEI CRETINI

La spassosa storia di un rapporto che si trasforma.
E trasforma anche i suoi protagonisti.

IL MIO VOTO

★★★☆☆ 3,6/5

Due uomini parlano al telefono durante una scena de La cena dei cretini.

Per le situazioni esilaranti, i tempi comici ben costruiti e un cast affiatato. Una commedia perfetta per una serata leggera, con il divertimento assicurato.

Nella Parigi di fine millennio, un gruppo di amici intellettuali appartenenti all’alta società francese organizza periodicamente delle cene in cui ognuno deve invitare un sempliciotto da deridere nel corso della serata, fino a eleggere il “campione dei cretini”.

La situazione si complica quando entra in scena François Pignon, uno dei candidati alla cena, che cerca in tutti i modi di aiutare il suo anfitrione, bloccato da un’acuta lombalgia, finendo però per aggravare continuamente la situazione.

IL MIO SGUARDO

La cena dei cretini ha quasi trent’anni ma, come si dice, non li dimostra. La vicenda mette in scena l’eticamente discutibile moda parigina — ma sarà stata davvero solo parigina? — diffusa in ambienti colti e altolocati: invitare a cena persone considerate semplici o ingenue con il solo scopo di deriderle, fino a decretare un vincitore, il “re dei cretini”.

Una comicità cinica e crudele, dunque, e proprio per questo tristemente contemporanea. Francis Veber utilizza però con grande sapienza il repertorio più classico della commedia: battute fulminanti, equivoci, tempi comici perfettamente calibrati, mimica irresistibile e situazioni esilaranti..

Alla fine arriva anche una morale che, purtroppo, non convince e non riesce a decollare: meglio essere “cretini” ma dotati di un cuore generoso che intelligentissimi, raffinati e insensibili. Un messaggio forse un po’ troppo accomodante rispetto alla cattiveria che alimenta la parte migliore del film.

Questo limite, tuttavia, non compromette il divertimento, che resta assicurato. Da segnalare soprattutto l’interpretazione di Jacques Villeret nei panni di François Pignon: la sua mimica, l’ingenuità disarmante e la capacità di impadronirsi di ogni situazione e trasformarla in una piccola catastrofe lo rendono assolutamente irresistibile.

Nel mio personale archivio, La cena dei cretini rientra a pieno titolo tra i cult della commedia.

IL REGISTA E I PROTAGONISTI

Francis Veber, classe 1937, ci ha alleggerito molte serate con le sue commedie. Dall’indimenticabile La capra del 1981 a Due fuggitivi e mezzo del 1986, ci ha regalato storie divertenti e piene di sentimento, diventando una figura di riferimento della commedia cinematografica. La cena dei cretini nasce da un testo teatrale scritto dallo stesso Veber, che ne firma anche la sceneggiatura e la regia cinematografica.

Jacques Villeret non ha interpretato François Pignon soltanto sul grande schermo. Aveva già dato vita al personaggio a teatro dal 1993, nella messinscena diretta da Pierre Mondy al Théâtre des Variétés di Parigi, portandolo poi in tournée dopo il grande successo dello spettacolo. Un ruolo ormai perfettamente assimilato quando Veber lo affidò nuovamente a lui per il film, e che nel 1999 gli valse il César come miglior attore.

Nel film, il suo François Pignon trova un contrappunto perfetto in Thierry Lhermitte, nei panni di Pierre Brochant: colto, sicuro di sé e cinico, convinto di avere il controllo della situazione e destinato invece a esserne travolto.

QUEL CHE RESTA

La sensazione che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro modo di divertirci e che il connubio tra cinismo e successo sia un modello da cambiare, assolutamente.

TRAILER UFFICIALE